Da 13 a 50 non si arriva da soli
La rete cresce solo se ogni negozio nuovo parte già “Cleor”: stessa insegna, stesse procedure, stessa cura. Ecco come — e chi fa cosa.
Aprire un negozio non è l’impresa: è aprirne trentasette mantenendo la qualità del primo.
Un’apertura vera richiede sei mesi e più di lavoro: locale, licenze, allestimento, persone, formazione. Il gruppo ha la forza per un ritmo alto — ma ogni anno di crescita chiede una cosa precisa: struttura. Persone che controllano, formano, correggono. Senza, il tempo brucia il risultato e i progetti si accavallano.
Per questo la crescita poggia su tre gambe:
- La formazione centralizzata a Spinea. Un negozio-scuola — il “set tipo”, identico a un Cleor vero — dove chi entra impara il mestiere prima di toccare un cliente, più i negozi vicini per la pratica sul campo.
- Un percorso d’ingresso uguale per tutti, nato dall’esperienza di chi il bancone lo ha fatto per anni: teoria → osservazione → simulazione → cliente vero. Prima le regole e le leggi, poi guardi chi sa fare, poi provi senza cliente, e solo alla fine il cliente davanti — con il tutor accanto.
- Una struttura commerciale dedicata, in costruzione: figure che accompagnano i nuovi negozi nei primi mesi e capo area che tengono allineata la rete man mano che cresce.
E questo sito è parte della struttura: è il posto dove un negozio che apre a settembre trova, già scritti, i perché che i negozi storici hanno imparato in quindici anni.
Se sei al bancone
- Il percorso è fatto per non lasciarti mai solo: prima la teoria e le leggi, poi osservi il tutor, poi simuli senza cliente, poi il cliente vero con il tutor accanto. La sicurezza arriva facendo — ed è normale che i primi mesi facciano paura.
- Gli errori classici dei primi mesi sono noti — riconoscere i metalli (l’acciaio travestito da bianco!), stimare le tare, valutare gli orologi. Sono previsti: per quello c’è l’affiancamento. La regola è una sola: se hai un dubbio, chiedi prima di sbagliare.
- Il primo mese hai tre traguardi: saper riconoscere il metallo, usare il gestionale (anagrafica e ricevuta), archiviare la merce a norma.
Se sei un titolare franchisee
- Il modello funziona intero, non a pezzi: brand, formato negozio, procedure, app, recensioni. Ogni pezzo che togli indebolisce anche gli altri — e la forza del marchio che compri è fatta della disciplina di tutti.
- Le tue persone si formano con le nostre, a Spinea e sul campo: stessa scuola, stesso metodo, stesso Cleor.
- I numeri si leggono insieme: i dati del tuo negozio, aggiornati, sono la base dei briefing con la centrale — per decidere strategie locali, non per pagelle.
Se guidi la rete (capo area e struttura commerciale)
- Allineare, correggere, insegnare — nell’ordine giusto: prima si spiega il perché, poi si verifica, e si corregge sul dato, non sull’impressione.
- La checklist del punto vendita a ogni visita (capitolo Negozio) e i numeri della dashboard ogni settimana (capitolo Numeri): sono i due strumenti del mestiere.
- Obiettivi delegati, per ogni figura di riferimento. Ognuno sa di cosa risponde — e gli obiettivi si verificano, non si ricordano a fine anno.
- La riunione generale, tre volte l’anno: i numeri della rete guardati tutti insieme, le cose che funzionano condivise, quelle che non funzionano corrette. Questa è la prima: le prossime due le prepariamo già sapendo come si fa.
- Un negozio nuovo è misurato dalla partenza: se apre già “Cleor” — formato, procedure, app, recensioni dal primo giorno — la struttura ha funzionato.
Le facce della rete
Il sistema è fatto di regole, ma la rete è fatta di persone: 27 facce da Venezia a Vicenza, più la centrale che le tiene insieme. Ognuno col suo colore di sede — e una presentazione non troppo seria.
La centrale









I titolari
Chi ci ha messo i soldi — e la faccia: gli imprenditori che hanno creduto in Cleor. Capitali loro, insegna e regole comuni.





Nei negozi













I materiali
Loghi, moduli e documenti ufficiali della rete, sempre nell’ultima versione.