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Capitolo 1 · Il rebrand

Perché ci siamo rifatti

Nel 2025 Cleor ha cambiato faccia. Non per moda: per strategia. Questa è la storia di quella scelta — e di cosa chiede a ognuno di noi, ogni giorno.

Il perché

Il problema non era il logo. Era come la gente ci guardava prima di entrare.

Per troppe persone “compro oro” suona come un posto losco: luci spente, vetrine coperte, insegne aggressive che parlano a chi è in difficoltà. È l’immagine costruita da anni di concorrenti sciatti — e non c’entra niente con quello che facciamo noi. La sfida del rebrand era una sola: togliere al compro oro l’aria da retrobottega e renderlo accessibile e normale, come entrare in un negozio di telefonia.

Il percorso è stato fatto con metodo: un brief, quattro proposte complete, una scelta ragionata.

Aureo
Neutri e navy: la fiducia sobria, da istituto. Rassicurante ma invisibile.
Ornus
Verde e oro: l’eleganza da gioielleria. Bello, ma parla a chi già si fida.
Prisma
Gradienti pop: giovane e digitale. Ma rischia di sembrare un’app, non un negozio.
La scelta
Edge
Il bold diventa stile. Colori pieni, contrasti netti, zero timidezza: forza e autorevolezza che non si nascondono.

Ha vinto Edge perché fa l’esatto contrario dei competitor: dove loro si nascondono, noi ci facciamo vedere. Il giallo pieno non chiede scusa — dice siamo qui, alla luce del sole, e non abbiamo niente da nascondere. È la trasparenza fatta colore.

Il vecchio logo Cleor
Prima
Il nuovo logo Cleor
Dopo · 2025

La palette

Un colore primario che si vede da lontano, quattro secondari per non essere mai monotoni, il nero che dà peso alle parole.

Giallo 012
Fucsia 219
Orange 021
Azzurro 2995
Blu 2728
Verde 2423
Nero

Un colore per ogni città

Ogni sede ha il suo colore di supporto: identità locale dentro un’identità unica. Sull’insegna, il nome della città porta il suo colore — e il negozio diventa il Cleor di quel posto.

Venezia
Mestre
Marghera
Treviso
Padova
Castelfranco
Montebelluna
Rosà
Schio
Marcon
San Donà
Vicenza
L'insegna Cleor di Marcon
Il sistema completo in strada: insegna a nastro giallo, nome città nel colore di sede, vetrofanie coordinate. Qui: Marcon.
Cosa fai tu

Il brand non vive in un manuale: vive in come si presenta il tuo negozio stamattina.

  • Solo materiali ufficiali. Insegne, vetrofanie, banner e moduli arrivano dal coordinato (li trovi in Materiali). Niente cartelli scritti a mano, niente fotocopie attaccate col nastro adesivo: un foglio A4 improvvisato in vetrina cancella anni di lavoro sull’immagine.
  • Vetrine e insegna pulite e integre. Una vetrofania scollata o un neon spento raccontano trascuratezza — l’esatto contrario del messaggio. Se qualcosa è rovinato, si segnala subito: sistemarlo è una priorità, non un’estetica.
  • Il giallo si difende. Niente materiali di altri colori o promozioni fai-da-te che coprono il coordinato. Se serve comunicare qualcosa di nuovo, si chiede: la grafica giusta arriva in un giorno.
  • Parla come il brand. Trasparenti, diretti, mai piagnistei e mai aggressività: siamo il posto normale dove vendere l’oro. Anche al telefono e su WhatsApp.
Come si misura
  • Il colpo d’occhio del capo area: a ogni visita, la prima domanda è “da fuori, questo negozio sembra Cleor al 100%?”. Insegna, vetrine, banner interni, ordine del bancone.
  • Il brand check nella checklist di apertura: nessun nuovo negozio apre senza il coordinato completo e verificato.
  • Le recensioni che citano l’ambiente: quando un cliente scrive che il negozio si presenta bene sta misurando il rebrand — ed è il complimento che vogliamo leggere.
★★★★★

“Ho apprezzato molto il tempo e la pazienza dedicati a spiegare e chiarire tutte le procedure. Inoltre, a differenza di altri negozi simili, già da come si presenta esternamente (colori e copertura per garantire privacy) mi sono sentita più sicura.”

Giorgia · Recensione Google · Cleor Marcon, luglio 2026
Capitolo 2

Il negozio pensato

Un cliente alla volta, il vetro di sicurezza, il bancone giallo: perché il punto vendita è fatto così.